MONTE FENERA (899)
VALSESIA

 FENERA DA OVEST

MONTE FENERA VERSANTE OVEST

DAL MONTE FENERA BORGOSESIA E MONTE BARONE
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Si tratta di una montagna isolata a forma di panettone posta all'imbocco della Valsesia. La parte settentrionale è circondata da un semicerchio di piombanti pareti rocciose, quella meridionale coperta da fitti boschi. Per queste sue caratteristiche e per la sua particolare posizione il Fenera è assurto a simbolo della Valsesia, un po' come il Resegone per i Brianzoli o il Grappa per i Veneti. Dalla parte sommitale, relativamente ampia, si staccano due cime. Su quella più bassa quotata 894 metri si trova una chiesetta costruita nel 1700 e dedicata a S. Bernardo. La cima più alta 899 metri, detta anche Punta Bastia, è caratterizzata da un'alta croce in muratura eretta nel 1906 e di recente restaurata. L'interno del basamento può servire da ricovero in caso di maltempo. Poco sotto alla vetta, sul versante meridionale si trova il Rifugio Bastia, piccola costruzione di proprietà dell'Associazione Nazionale Alpini, Gruppo di Valduggia. Parte in prossimità del rifugio, parte sul versante nord sono stati posti numerosi tavoli con panche per pic-nic. Pochi passi a nord della croce, quasi al limite del pianoro della cima, si trova il caposaldo di un punto trigonometrico dell'IGM (Istituto Geografico Militare) composto da un blocchetto di cemento quadrato da 15 x 15 cm con ammarata una piastra circolare in ferro. La posa di questo caposaldo, le conseguenti necessità di collimazione con strumenti topografici, hanno obbligato a disboscare buona parte del versante nord della cima aprendolo ad un'ampia vista che, diversamente, sarebbe stata preclusa dalle piante come in effetti lo è per gli altri versanti. A fondovalle è visibile Borgosesia, Cellio, Valduggia e numerose frazioni disseminate sulla montagna. Visibili le montagne del Biellese, il Barone, la Res, il Monte Capio, il Monte Rosa oltre ad altre numerose cime.

Il Fenera è interamente compreso nel Parco Naturale del Monte Fenera con sede a Fenera Annunziata, tel. e fax 0163/20.93.56 (apertura ore 8 – 16.30)

GEOLOGIA DELLA MONTAGNA.

La formazione del Fenera è geologicamente abbastanza complessa. L'intera montagna, composta da tre strati ben differenziati, poggia su un basamento scistoso. Il primo strato è composto da porfido, brecce, arenarie porfiriche e conglomerati. Nel secondo strato vi troviamo dolomie e calcari. È appunto in questo strato che si aprono le più importanti grotte del Fenera. Infine il terzo strato è caratterizzato da arenarie rosse e calcari neri.

GROTTE DEL FENERA.

Numerose sono le grotte che si aprono sulle pendici del Fenera. Alcune di esse sono di rilevante interesse archeologico e precisamente il -Grottone (Ciutaron), la Grotta Chiara (Ciotta Ciaira) e la Grotta della Finestra. Nel loro interno sono stati rinvenuti resti faunistici in prevalenza dell'Orso delle Caverne (Ursus Spelaeus, estintosi 20.000 mila anni fa) che ivi si rifugiò per alcuni millenni, per trascorrere il freddo inverno. Altri rinvenimenti riguardano industrie e culture di gruppi umani insediatisi fin oltre l'era romana. In particolare sono venuti alla luce numerosi strumenti di pietra scheggiata attribuibili all'Uomo di Neanderthal, vissuto in questi luoghi circa 50.000 anni fa. I reperti sono raccolti presso il Museo di Paleontologia e Paletnologia di Borgosesia (tel. 0163/25.600).

L'ingresso alle grotte menzionate, data la loro importanza archeologica è tassativamente proibito.

Di carattere ben diverso sono il Buco della Bondaccia e la Grotta delle Arenarie. Il loro interesse è prettamente speleologico ed esplorativo, infatti alcuni problemi di queste grotte non sono ancora stati risolti dagli speleologi.

Buco della Bondaccia: la prima notizia che si ha di questa grotta risale alla seconda metà del 1600. La prima vera esplorazione sarebbe avvenuta lungo il ramo principale, presumibilmente nella prima metà del 1900. A partire dal 1953 sono iniziate le esplorazioni sistematiche e i rilievi della grotta. Una scaletta a pioli in ferro consente di superare il salto all'ingresso e di scendere nella grotta. L'ampio salone iniziale è percorribile senza difficoltà per circa 80 metri fino alla sommità di un pozzo. Da qui il procedere è per esperti speleologi.

Grotta delle Arenarie: si trova nelle vicinanze del Buco della Bondaccia. Ha due ingressi non facilmente individuabili. La su visita è per speleologi esperti. La grotta con i suoi 3000 metri circa di sviluppo spaziale è una delle più lunghe del Piemonte. La prima sala è nota da sempre, ma è solo dal 1970 in poi che la grotta è stata sistematicamente esplorata, da parte di gruppi speleo di Borgosesia e di Biella che ne hanno anche effettuato il rilievo topografico.

Le grotte della Bondaccia e delle Arenarie sono visitabili previo consenso della Direzione dell'Ente Parco di Fenera Annunziata

VIE DI SALITA.

Numerose sono le vie di salite al Fenera. Verranno descritte nei dettagli le più frequentate e interessanti: da Colma (via turistica e via escursionistica), da Fenera S. Giulio (via speleologica), da Ara (percorso ad anello). Per le altre si rimanda all'utilissima carta della Regione Piemonte, Parco Naturale del Monte Fenera, Guida Itinerari Escursionistici, scala 1:15.000 (in distribuzione presso l'Ente Parco di Fenera Annunziata), con il tracciato e la numerazione di tutti i sentieri del Fenera. Vedere anche: A Piedi In Piemonte, volume III, di Aldo Molino e Furio Chiaretta, pagina 75 e successive.
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VIA TURISTICA E ESCURSIONISTICA

NOTE TECNICHE:

località di partenza: Colma (680) frazione di Valduggia

accesso in automobile: da Valduggia sulla strada Borgosesia - Cremosina raggiungere Colma 4 km.

dislivello complessivo: 220 metri

tempo di percorrenza: via turistica 45 minuti, via escursionistica 35 minuti

difficoltà: T, E

periodo consigliato: tardo autunno, inverno, inizio primavera

cartografia: IGM, foglio 30, Borgosesia, II S.O , scala 1:25.000.
CTR CARTA TECNICA REGIONALE REGIONE PIEMONTE, zona Nord,

co o rdinate UTM, 32 T, N 5062267; E 446845

Bibliografia: Valsesia e Monte Rosa, volume I, di don Luigi Ravelli, pagina 103. La Valsesia di Pietro Calderini, pagina 70.

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VIA DI SALITA.

A Colma non esiste un vero e proprio parcheggio, ma solo limitati spazi dove è possibile mettere la macchina. Seguire verso ovest l'unica strada centrale del paese. Dopo 10 minuti circa di cammino e alcuni sali scendi si incontra, sulla propria destra, un ben marcato e evidente sentiero (N° 772), quota 695 metri Da questo punto iniziano due itinerari di salita al Fenera, uno escursionistico lungo il menzionato sentiero, l'altro turistico lungo lo sterrato.

itinerario turistico: seguire sempre lo sterrato che, con un ampio giro in moderata pendenza, raggiunge in 25 minuti la dorsale sud-est del Fenera in corrispondenza di un pianoro a quota 780 metri. Da qui lo sterrato punta verso nord-ovest. In 20 minuti di salita si raggiunge la cima.

itinerario escursionistico: seguire il sentiero fino ad incontrare dopo poco più di 5 minuti di cammino un prato (quota 740 metri). Qui le tracce si fanno meno evidenti. Attraversare il prato diagonalmente, dopo altri 5 minuti si perviene ad un secondo prato (quota 755 metri). Anche qui le tracce sono meno evidenti ed anche questo prato va attraversato diagonalmente, per riprendere il sentiero all'inizio del bosco. Ancora 5 minuti di salita e si arriva alla diroccata Alpe Fenera segnata da una Cappelletta. (quota 770 metri). Attraversare l'alpe fra i ruderi degli edifici. La salita continua su sentiero con pendenza sensibilmente superiore alla precedente. Si passa in prossimità di altri ruderi di baite, si raggiungere il colletto fra le due cime del Fenera e quindi la vetta in circa 20 minuti dall'Alpe Fenera.

VIA SPELEOLOGICA

NOTE TECNICHE:

località di partenza: Fenera S. Giulio (410)

accesso in automobile: sulla strada Grignasco - Borgosesia, poco dopo Bettole deviazione, sulla destra salendo, per Fenera S. Giulio

dislivello complessivo: 500 metri

tempo di percorrenza: ore 1.20

difficoltà: E

periodo consigliato: tardo autunno, inverno, inizio primavera

cartografia: IGM, foglio 30, Borgosesia, II S.O , scala 1:25.000. Regione Piemonte, Parco Naturale del Monte Fenera, Guida Itinerari Escursionistici, scala 1:15.000 (in distribuzione presso l'Ente Parco di Ara).

Bibliografia: Valsesia e Monte Rosa, volume I, di don Luigi Ravelli, pagina 103. La Valsesia di Pietro Calderini, pagina 70.

VIA DI SALITA.

Anche a Fenera S. Giulio come a Colma non esiste un parcheggio. Un posticino dove mettere la macchina si può sempre trovare. Da dove si arriva con la macchina prendere la strada verso nord che attraversa il paese. Alla fine delle case lasciare la sterrata per prendere, alla propria destra, una strada secondaria. Prima in leggera salita, poi in discesa fa una curva verso destra in direzione di una casa isolata. Da qui girare alla propria sinistra (est) in direzione del Fenera che si trova proprio di fronte (itinerario segnalato N° 769). Dopo 5 minuti di cammino si incontra un prato con tavoli e panche per pic-nic. Il sentiero da seguire è ben battuto, i tratti più esposti all'erosione dell'acqua sono scalinati con traversine in legno. I pendii più ripidi vengono superati a randa. A quota 610 metri, 25 minuti, si incontra la deviazione per il Grottone che si può raggiunge in 5 minuti. Continuando sul sentiero per il Fenera si raggiunge la base di un canalone, quota 630 metri 10 minuti. Il superamento del canalone non presenta particolari difficoltà. Il fondo è ben gradinato, in due punti sono stati tesi dei corrimano di cordino per agevolare il passaggio. Alla sommità del canalone (quota 650 metri) il sentiero si biforca. Il ramo di sinistra (nord) sale al Buco della Bondaccia e poi alla Cime del Fenera. Quello di destra (sud) conduce in breve tempo al Belvedere: un ripiano relativamente ampio in ottima vista sulla valle e sulle montagne. Dal Belvedere è possibile raggiungere il rifugio del GASB (Gruppo Archeologico Speleologico di Borgosesia) salendo una lunga scala in ferro a pioli. Il rifugio è stato costruito dal menzionato gruppo speleo per avere una base d'appoggio per le ricerche archeologiche nelle vicine grotte. Ritornati al Belvedere si può dare un'occhiata alla Grotta della Finestra e raggiungere la vicinissima Grotta Chiara. Da qui non è necessario ritornare alla sommità del canalone per riprendere la strada per il Fenera perché un tortuoso sentiero in discesa consente di raggiungere detta strada in pochi minuti. Il sentiero che dalla sommità del canalone raggiunge il Buco della Bondaccia si svolge prima a mezzacosta sulla montagna, successivamente in decisa salite. In due punti interseca due brevi saltini di roccia superabili senza difficoltà.

Tempo di percorrenza da Fenera S. Giulio alla Bonaccia, quota 690 metri, 45 minuti

Dal Buco della Bondaccia riprendere il sentiero di salita. Non si può sbagliare perché è l'unico esistente. Dopo 5 minuti si incontra una biforcazione. L'escursionista curioso può prendere il ramo di sinistra che in pochi minuti porta ad un arco naturale in pietra sotto al quale passa il sentiero. Per raggiungere la vetta del Fenera rientrare alla biforcazione e prendere il ramo di destra. Dopo altri 5 minuti di cammino si passa in prossimità di un balcone panoramico, alla propria sinistra, quota 780 metri. Vista interessante sul fondovalle e sulle montagne. Riprendendo la salita in 10 minuti si arriva ad una nuova biforcazione a quota 800 metri. Qui non c'è da sbagliarsi. Il sentiero in salita, alla propria sinistra, va al Fenera. Quello alla propria destra, in leggera discesa, con una traversata pressoché in quota, raggiunge l'itinerario turistico in corrispondenza del pianoro sulla cresta sud-est del Fenera. Riprendendo la salita si incontra, dopo 5 minuti, una deviazione sulla sinistra. Questo sentiero porta in breve alla Cava delle Arenarie. Chiamarla cava è un'esagerazione. Si tratta infatti di un ripiano di pochi metri quadrati con sparsi qua e la qualche blocchetto di arenaria rossa. Continuando nella salita si raggiunge in 10 minuti il colle fra le due cime del Fenera e quindi la vetta, 10 minuti. Dal Buco della Bondaccia 35 minuti.

PERCORSO AD ANELLO

È indubbiamente il percorso più vario ed interessante

da realizzare nel Fenera.

NOTE TECNICHE:

località di partenza: Ara (430)

accesso in automobile: sulla strada Grignasco - Borgosesia, dopo un km circa da Grignasco, si incontra sulla destra un bitumata che in poco più di 2 km. arriva ad Ara. All'inizio dell'abitato esiste un parcheggio e spazi liberi dove è possibile mettere la macchina.

dislivello complessivo: 469 metri

tempo di percorrenza: ore 1.20 alla vetta. Intero percorso ore 2.30

difficoltà: E

periodo consigliato: tardo autunno, inverno, inizio primavera

cartografia: IGM, foglio 30, Borgosesia, II S.O , scala 1:25.000.

Bibliografia: Valsesia e Monte Rosa, volume I, di don Luigi Ravelli, pagina 103. La Valsesia di Pietro Calderini, pagina 70.

VIA DI SALITA.

Dal parcheggio macchina raggiungere la chiesa di Ara. Guardando la facciata prendere la strada alla destra della chiesa stessa. (Ignorare il sentiero immediatamente dietro alla chiesa). Questa strada conduce al Torrente Magiaiga e alle omonime grotte. Dopo pochi minuti di cammino si incontra sulla propria sinistra un sentiero N° 771. Lasciare la sterrata e prendere questo sentiero. Poco dopo si interseca un largo sentiero da seguire per qualche minuto per prendere poi, sulla propria sinistra, un sentiero più stretto e in netta salita. Dopo circa 15 minuti dalla chiesa e a quota 460 metri il sentiero rimonta un affioramento roccioso. Qui le tracce si fanno incerte per ridiventare evidenti ad ostacolo superato. Dopo circa mezz'ora di cammino a quota 580 metri si incontra una zona dove il sentiero può diventare poco visibile in autunno, quando viene coperto dalle foglie cadute dagli alberi. Tuttavia placchette rettangolari rosse poste a segnavia sugli alberi facilitano la scelta del cammino. In questa zona il sentiero sale abbastanza ripido per approdare a quota 625 metri sulla dorsale sud orientale del Fenera dividente la valle del Torrente Magiaiga da quella del Sesia. Dalla partenza 40 minuti. Ancora 15 minuti di cammino e si arriva a quota 730 metri da dove il sentiero diventa pressoché pianeggiante per raggiungere in 5 minuti il pianoro a quota 780 metri sull'itinerario turistico proveniente da Colma. Seguendo questo itinerario in 20 minuti di cammino si arriva in cima.

La discesa, fino al rifugio del GASB, avviene lungo l'itinerario speleologico già descritto in salita da Fenera S. Giulio. Dalla cima scendere in direzione nord-est fino al colle fra le due cime, quota 860 metri. Qui ci si trova ad un quadrivio. Rispetto al proprio senso di marcia il sentiero di destra (sud-est), N° 772 scende a Colma attraverso l'Alpe Fenera (vedere itinerario escursionistico descritto in salita da Colma), proseguendo diritti si risale alla chiesetta S. Bernardo. Alla propria sinistra (nord-ovest), si trova il sentiero N° 769 che scende a Fenera S. Giulio. Prendere quest'ultimo sentiero. Sempre in discesa si passa in prossimità del Buco della Bonaccia, quota 690 metri. Da questa grotta il sentiero fa una mezzacosta sulla montagna. Superati due affioramenti rocciosi si perviene ad un bivio. Prendere il sentiero di sinistra che ripido e tortuoso porta alla Grotta Chiara, successivamente in piano, alla Grotta della Finestra e alla base della scala a pioli in ferro adducente al rifugio del GASB, quota 680 metri, dalla cima del Fenera 20 minuti. Dalla base della scala, per la discesa su Ara, parte il sentiero N° 780 in direzione sud. Il tratto immediatamente iniziale richiede molta attenzione, subito dopo il sentiero diventa comodo. Se si vuole raggiungere il rifugio occorre rimontare la scala a pioli. Dal rifugio è poi possibile ricollegarsi al precedente itinerario scendendo, sempre verso sud, lungo uno stretto sentiero. Dopo 10 minuti di cammino dal rifugio si incontra una grotta, quota 620 metri, dove sono stati rinvenuti resti ossei di una donna risalenti a 4 - 5 mila anni fa. Attualmente la grotta è chiusa con griglia e tamponata con sassi. Subito dopo si incontra sulla propria destra una deviazione, sentiero N° 766, per Fenera S. Giulio. Continuare diritti sul sentiero N° 780 che dopo un tratto iniziale in moderata salita si impenna decisamente (in alcuni punti è scalinato da traversine in legno) per raggiungere la base di una scaletta in legno a quota 650 metri. Una seconda scaletta da accesso al Passo dell'Uomo Storto, quota 665 metri, 20 minuti dal rifugio, da dove si riprende la discesa. A 15 minuti di cammino dal menzionato valico si incontra un ampio sentiero da lasciare subito dopo per prendere, sulla propria destra, il sentiero che continua la discesa su Ara. Dopo aver attraversato il letto di un torrente si passa in prossimità della diroccata chiesa di S. Quirico. Continuando nella discesa si incontra a quota 565 metri un affioramento roccioso da scendere con attenzione. Il sentiero si mette adesso in ripida discesa, con frequenti tornanti, fino a raggiungere Ara, ore 0.50 dal rifugio del GASB, ore 1.10 dalla cima del Fenera.

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