MONTE CAPIO (2172)

Il Monte Capio è situato fra la Val Strona, dalla parte della Val d'Ossola, e la Valbella e di Rimella dalla parte della Valsesia. Bastano questi nomi per mettere in evidenza l'importanza della montagna. In Valsesia è una meta escursionistica classica e molto frequentata. L'apertura di una strada bitumata, che da Rimella raggiunge un parcheggio in prossimità della frazione S. Gottardo, consente di accedere all'ampia conca a ovest del Monte Capio. È questa una zona ancora incontaminata, non ci sono cartelli segnaletici e segnavia sui sentieri che, se da un lato sono utili per la scelta dell'itinerario di salita, dall'altro addomesticano un po' troppo la montagna. L'itinerario proposto fino all'Alpe Rondecca non presenta problemi, da questo alpeggio alla cima è riservato ad escursionisti esperti che sanno muoversi in montagna anche quando il sentiero diventa incerto o sparisce del tutto. Dalla cima la vista spazia sulle alte montagne dal Monte Rosa al Bernina, ottima anche sui laghi.

NOTE TECNICHE:
località di partenza: parcheggio in prossimità di S. Gottardo
accesso in automobile: da Rimella al menzionato parcheggio circa 3.5 km
dislivello complessivo: 843 metri più alcune contropendenze da recuperare sia in salita che discesa
tempo di percorrenza: ore 3
difficoltà: E, EE
periodo consigliato: giugno - ottobre
cartografia: Istituto Geografico Centrale N° 10, Alagna - Valsesia - Macugnaga, scala 1:50.000. IGM, Foglio 30, Sabbia, I S.O., scala 1:25.000
bibliografia: Valsesia e Monte Rosa, Volume II, di don Luigi Ravelli, pagine 22 e 57. Guida alla Valsesia di Virgilio Carnisio, Paolo Lazzarini e Mario Soster pagina 170; A Piedi In Piemonte, volume III, di Aldo Molino e Furio Chiaretta, pagina 70.

VIA DI SALITA.
Dal piazzale di parcheggio della vettura scendere verso nord-est per valicare due torrentelli e risalire a S. Gottardo. Dopo aver attraversato l'abitato si incontra una biforcazione del sentiero. Prendere quella alla propria destra che in leggera discesa attraversa un torrente su un ponticello per poi risalire a S. Giacomo. Da qui occorre scendere nuovamente per attraversare due torrentelli e risalire quindi, su sentiero sempre ben tracciato, all'Alpe Rondecca che si raggiunge in ore 0.50 dalla macchina. Da questo alpeggio, posto a cavaliere di una dorsale, scendere in direzione est in un pianoro percorso dall'Henderwasser. Le tracce di sentiero sono molto incerte, in alcuni punti inesistenti. A circa metà pianoro sulla sponda sinistra orografica del torrente a quota 1480 metri parte il sentiero per l'Alpe Cevia. Più a monte, al termine del pianoro, a quota 1495 metri guadare il torrente per prendere un sentiero a tratti incerto a tratti ben marcato da rimontate fino a quota 1620 metri, ore 1.30 dalla partenza. A questo punto occorre guadare un nuovo torrente (coperto da neve agli inizi della stagione) dirigendosi ad ovest verso l'Alpe Cevia. Poco oltre quest'alpeggio, che il sentiero non raggiunge, si piega a sinistra e si attraversa un ruscello. In questo punto il sentiero cambia direzione, con una mezzacosta verso nord-est raggiunge, in prossimità di una evidente canalone, il sentiero proveniente dall'Alpe Ratte. Per alcuni minuti si costeggia il canalone, si piega quindi a destra e per sentiero ora ben marcato, ora appena visibile si raggiunge il Colle della Bonda Piatta quota 1930 metri, ore 2.20 dalla partenza. Piegando a sinistra si inizia la salita della cresta sud-ovest del Monte Capio. Inizialmente la cresta è stretta e pianeggiante. In seguito si fa più ampia ma più ripida. Continuare sempre sul filo per tracce di sentiero. Verso la fine si incontrano due contrafforti che conviene superare sulla destra, dopo il secondo il sentiero diventa più marcato e con segnali di vernice, innestandosi su quello proveniente da Sabbia. In pochi minuti si raggiunge la vetta. sormontata da una piccola croce in ferro. Dalla Bonda Piatta ore 0.40.

ALTRE POSSIBILITÀ.
Via classica valsesiana: il Monte Capio può essere raggiunto da Erbareti (969) attraverso l'Alpe Campo (1527), l'Alpe Laghetto (1810) e i pascoli meridionali. Due sono le soluzioni per salire ad Erbareti, una direttamente da Sabbia, l'altra dalla sottostante Val Sabbiola dal termine di una bitumata che la percorre nel suo tratto iniziale.

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