LA GRANDE MARCIA
 

Quando ai dolciniani risultò impossibile sostenere l'accerchiamento realizzato dalle truppe mercenarie al soldo dei Vescovi di Vercelli e di Novara, sorse il problema di lasciarela Parete Calva, dove erano asserragliati, per una nuova destinazione.

Le soluzioni, alpinisticamente possibili, di raggiungere la Valle del Cervo (Piedicavallo), la Valle del Lys (Gaby), risalire la Valsesia per poi passare a Macugnaga attraverso il Turlo, avrebbe portato i dolciniani ad attestarsi presso popolazioni povere. La zona dell'attuale Panoramica Zegna consentiva invece di acquartierarsi presso popolazioni non ricche, ma comunque in grado di fornire ai dolciniani quanto serviva per la loro sopravvivenza. Inoltre le montagne a nord di Trivero permettevano di dominare dall'alto la zona ed erano facilmente difendibili. La soluzione Valsesia - Biellese era quindi l'unica che restava a fra Dolcino per abbandonare la Parete Calva.

Nella prima metà del marzo 1306, guidati da pastori che conoscevano bene i posti, elusa la sorveglianza delle truppe accerchianti, fra Dolcino e i suoi si inoltravano nella Val Sorba. Una volta raggiunto il Ponte Parbella la via più conveniente per raggiungere i monti a nord di Trivero, era quella di scavalcare la Bocchetta dei Fornei da dove, con una lunga discesa attraverso la Val Dolca e la successiva Val Sessera, risalire alla Bocchetta di Stavello. Da qui i monti Tirlo, Civetta e Rubello, sono facilmente raggiungibili. Ed è appunto qui che si fortificarono i dolciniani per la loro ultima resistenza.

Dal punto di vista escursionistico esistono ancora sentieri che consentono di ripercorrere l'itinerario della Grande Marcia. L'intero tragitto da Rassa alla Bocchetta di Stavello è per escursionisti esperti. Richiede due giorni di cammino, ma può anche essere realizzato separatamente. Notizie sull'itinerario si possono ricavare da:

- Camminando Nelle Valli Biellesi, di Giancarlo Regis e Renza Piana Regis. Libreria Vittorio Giovannacci (Biella) Capitolo 16, pagina 275 e successive.

- Valsesia e Monte Rosa di don Luigi Ravelli, Volume II, pagina 198 e successive.

- Cartografia: Istituto Geografico Centrale, N° 9, Ivrea, Biella e bassa Valle d'Aosta, scala 1:50.000. Carta Nazionale Svizzera, foglio N° 294, Gressoney, scala 1:50.000.

 

 
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