ESCUSIONISMO PERCHE'
.
Le motivazioni che spingono l'uomo, che vive e lavora in pianura, a cercare le montagne sono varie e disparate. Ognuno ha le sue ragioni che possono essere anche molteplici e che personalmente sono valide. Cercare una risposta unica alla domanda: "perché si va in montagna ?" adatta per tutti non è possibile. Questo è vero. Però è anche vero che, se si analizzano a fondo le cose, esiste un denominatore comune, per buona parte di chi frequenta la montagna. La vita in pianura tende a robotizzare l'uomo comprimendolo in spazi sempre più angusti e privi di vita. Uscire da queste ristrettezze e condizionamenti è l'aspirazione di molti. La montagna resta ancora l'ambiente dove si può trovare spazi liberi a dimensione d'uomo, dove è ancora possibile essere se stessi fuori da ogni vincolo restrittivo. Ma questa montagna, che non è quella dei grossi centri turistici, delle funivie, dei rifugioni pieni zeppi in agosto, è raggiungibile solo con la pratica di discipline sportive quali l'alpinismo, lo scialpinismo, l'escursionismo.
Analizziamole una alla volta per cercare di capirne significati e motivazioni.
L'alpinismo ha come campo di applicazione l'alta montagna, quella più ardua e più difficilmente accessibile. Gli attuali mezzi tecnici e l'equipaggiamento rendono l'attività più sicura rispetto ad alcuni decenni fa. Però, che lo si voglia a no, l'alpinismo è comunque un'attività a rischio. Occorre avere motivazioni profonde e ben radicate per affrontare i pericoli e le fatiche di una salita alpinistica. Oltre a questo notevole diventa l'impegno per l'apprendimento della tecnica di progressione e per la preparazione fisica. L'esasperazione delle difficoltà finisce col ridurre un'ascensione ad un fatto tecnico, disattendendo i reali valori e contenuti della montagna.
Lo scialpinismo è la disciplina più faticosa. Richiede da parte di chi lo pratica una completezza atletica e una preparazione fisica di notevole livello. Inoltre imparare la tecnica dello sci fuori pista non è facile. Occorre tempo e pazienza per arrivarci. Non è raro il caso di persone che, dopo i primi tentativi, di fronte alle reali e consistenti difficoltà di apprendimento, abbandonano l'impresa. In scialpinismo la montagna non resiste mai duramente, come in alpinismo, lascia quindi spazio per gustare il bello della salita e delle cime circostanti. Però la fatica da sostenere è tanta ed a questa occorre aggiungere il pericolo tipico dello scialpinismo, quello delle valanghe, che è quindi sempre da tenere presente.
L'escursionismo, fra le discipline della montagna, è la più facilmente accessibile e praticabile. È sempre richiesto un impegno fisico, è ovvio, però mai in un modo esasperato come l'alpinismo e lo scialpinismo. Non ci sono tecniche particolari da imparare, salvo l'adattamento della propria camminata a quella della montagna. Pericoli veri e propri non ne esistono anche se occorre conoscere l'ambiente montano, per non andare a cacciarsi in situazioni critiche. A questo punto sembrerebbe che l'escursionismo, proprio per la sua facilità d'accesso, occupi una posizione di sott'ordine rispetto alle altre discipline della montagna. Ma non è così. La pratica dell'escursionismo consente di conoscere la natura alpina nei suoi più svariati aspetti. Consente di essere spettatori di paesaggi e di scenari alpini bellissimi. Consente di vedere tante belle montagne e di raggiungere cime importanti e significative. In ultima analisi sono questi i validi e remunerativi perché di una escursione sulle nostre montagne.
 
RITORNO ALLA PRIMA PAGINA