ESCURSIONISMO
APPUNTI DI TECNICA
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Stando alle statistiche il 70 - 80 % degli interventi del Soccorso Alpino riguarda gli escursionisti. L'escursionismo non presenta pericoli tali da giustificare una così alta percentuale di soccorsi. La verità è che molti affrontano la montagna ignorando le più elementari norme di comportamento. Sono numerose le operazioni di salvataggio a favore di persone inadeguatamente equipaggiate, che si fanno male inciampando su sentiero o che si perdono smarrendo completamente la direzione.
Alcune informazioni sull'equipaggiamento, su come muoversi in montagna, sull'orientamento si rendono quindi necessarie.
Le indicazioni che verranno fornite non possono che essere di larga massima. Starà poi all'escursionista accorto approfondire l'argomento attraverso manuali di montagna, corsi di escursionismo o mettendosi al seguito di compagni di gita esperti, dai quali imparare l'arte dell'andare in montagna.

EQUIPAGGIAMENTO.
Come norma generale si consiglia di vestirsi a strati. Tengono più caldo due sottili magliette, specialmente se di fibra diversa, che non uno spesso maglione.
- maglia da pelle: conviene tralasciare le fibre tradizionali, quali lana e cotone. La prima non assorbe il sudore, il cotone lo assorbe ma lo trattiene. I materiali moderni (micro fibre sintetiche) invece lo assorbono bene e lo disperdono negli strati più esterni dell'abbigliamento, mantenendo il corpo asciutto e a temperatura costante. Hanno inoltre il vantaggio di asciugare rapidamente. Per gli stessi motivi anche gli indumenti esterni devono avere analoghe caratteristiche.
- camicia: usare un modello in pile molto leggero, meglio sarebbe, indossare sulla maglietta un'altra maglia in microfibra più pesante della prima.
- maglione: al tradizionale maglione in lana è da preferire un maglione in pile perché anch'esso trasporta per capillarità l'umidità all'esterno.
- giacca a vento: date le quote relativamente poco elevate raggiunte nell'attività escursionistica può essere usato un modello non imbottito in Goretex doppio o triplo strato che, oltre ad essere più leggero e meno ingombrante, è traspirante e impermeabile.
- pantaloni: i pantaloni al ginocchio sono ormai obsoleti anche se ancora usabili. Migliori sono quelli lunghi alla caviglia (pantaloni o salopette) possibilmente in tessuto bielastico (Scholler o simili). Arrivando alla caviglia impediscono alla neve di entrare nella scarpa nei brevi tratti su nevaio. Per lunghi percorsi su neve usare sempre le ghette, ne esistono innumerevoli modelli in nylon o Goretex. Ritornando ai pantaloni occorre rilevare che esistono due tipi di bielastico: foderato e non. Meglio i non foderati perché più leggeri. Nel caso di escursioni invernali è sempre possibile usare una calzamaglia in microfibra o lana.
- scarponi: per le calzature bisogna orientarsi su modelli robusti, impermeabili e con suola scolpita a buona tenuta sul bagnato. Si dividono in due modelli fondamentali, in cuoio come nel passato ma con concia derivata da nuove tecnologie, ed in pelle e materiali sintetici. Vanno bene entrambi. Esiste anche la versio-ne con lamina in Goretex, più cari ma più impermeabili. I modelli tutto plastica sono molto impermeabili ma troppo rigidi per l'escursionismo.
- sacco da montagna: deve avere una buona capienza. Ne esistono moltissime marche e modelli. L'importante è che, oltre alla capienza, sia leggero, con buone imbottiture sia delle bretelle che dello schienale.
- calzettoni: svariati sono i modelli e le fibre naturali, sintetiche o miste con le quali vengono confezionati. Si lascia la scelta alle esigenze personali, preferendo i modelli che asciugano rapidamente.
- mantellina impermeabile: è opportuno avere sempre nel sacco un impermeabile o meglio una mantellina da utilizzare in caso di pioggia. Molto comodo il modello che copre anche il sacco da montagna. Molti usano un semplice ombrello. Queste soluzioni vanno bene su sentiero facile, ma su percorsi impegnativi è meglio usare i sovrapantaloni in nylon o Goretex. Sono leggeri e poco ingombranti, usati assieme alla giacca a vento coprono totalmente la persona. Per il sacco si può utilizzare il coprisacco adattabile a qualsiasi modello.
- berretto, guanti, occhiali: si rimanda alle abitudini personali tenendo presente che gli occhiali sono indispensabili in caso di percorsi su neve.
- bastoncini tipo sci: molti li ritengono inutili ma sempre più e-scursionisti li usano. I modelli migliori sono quelli telescopici in tre pezzi, sono regolabili in altezza e all'occorrenza si possono chiudere e riporre nel sacco.

Le indicazioni sono di massima e relative all'escursionismo, ognuno può regolarsi secondo le proprie abitudini ed esigenze. Gli autori comunque raccomandano di passare ai materiali moderni perché facilitano l'andar per montagne, per il maggior confort che ne deriva.


COME SI CAMMINA IN MONTAGNA.
Come prima cosa bisogna indossare abiti che non ostacolino la dispersione del calore, cosa che renderebbe la salita più faticosa. È però indispensabile portare qualche indumento caldo di ri-serva, per fronteggiare eventuali improvvisi cambiamenti del tempo. Un maglione ed una giacca a vento devono sempre essere messi nel sacco pronti per essere indossati durante le soste o quando si arriva in vetta. L'inizio della salita deve essere lento e graduale. Misurare la velocità senza dar fondo alle proprie forze in modo da avere sempre a disposizione una riserva di energie, alla quale attingere nel caso si renda necessario affrontare situazioni non previste. La marcia deve essere regolare e metodica con passo eguale e cadenzato da adattare al ritmo della respirazione. Data l'irregolarità del terreno ogni passo deve essere studiato con la vista in modo che il cammino risulti razionale ed economico. Alzare la gamba sempre della stessa entità. Il piede sollevato troppo costringe ad un lavoro inutile. Sollevato poco può fare inciampare obbligando, per evitare la caduta, ad una serie di movimenti muscolari di correzione, con una fatica a vuoto che potrebbe essere vantaggiosamente risparmiata. L'uso dei bastoncini tipo sci da muovere in coordinazione col passo è di notevole ausilio perché consente di scaricare dalle gambe un buon 30% dell'onere della salita. Per rendersi conto di come deve essere il passo nella marcia in montagna basta osservare l'andatura dei montanari, che applicano istintivamente i principi di camminata sopra elencati. Le fermate durante la salita devono essere rare, a tempo fisso, brevi e in piedi. Il meglio sarebbe non fermarsi af-fatto fino all'arrivo in vetta.

ORIENTAMENTO.
Fare riferimento alla pagina ORIENTAMENTO su questo stesso sito (cliccare sul titolo per accedervi)


SOCCORSO ALPINO.
In caso di necessità fare il numero telefonico 118 specificando trattarsi di soccorso alpino. È indispensabile precisare esattamente la località dove si richiede il soccorso fornendo tutte le indicazione necessarie agli operatori per arrivare tempestivamente sul posto. Chi effettua la richiesta di intervento deve da-re il numero di telefono dal quale chiama e non abbandonare detto posto telefonico fino a soccorso ultimato. I soccorritori possono aver bisogno di ulteriori informazioni sulla località di intervento o qualsiasi altro tipo di notizia che possa facilitare il loro lavoro. Buona parte dei rifugi e delle località di montagna hanno il centro telefonico di chiamata del soccorso. Sulla sua ubicazione sarebbe opportuno informarsi prima di partire per una escursione. L'uso dei telefonini facilita notevolmente le cose, è utile per ogni comitiva averne almeno uno. In alcune zone il cellulare non da risposta, però a volte basta spostarsi di qualche decina di metri per ottenere la comunicazione. Quello che è importante è la tempestività dell'intervento. Non bisogna farsi scrupolo di chiamare il 118 all'insorgere di una situazione di emergenza. Quando si tratta di salvare una vita umana è determinante arrivare sul posto in tempo utile. I soccorritori preferiscono uscire dieci volte a vuoto piuttosto che arrivare tardi una sola volta. Buona parte degli interventi viene effettuata con l'elicottero. Fra il pilota e chi sta a terra esistono dei segnali visivi convenzionali. Se alzate entrambe le braccia aperte verso l'alto il corpo umano assume la forma di una Y di YES in inglese, questo significa che serve soccorso. Nella sua ricerca l'elicottero può anche sorvolare comitive che non ne hanno chiesto l'intervento. In questo caso alzate il braccio destro e abbassate quello sinistro, il corpo assume la forma di una N di NOT in inglese, questo significa che non serve soccorso. È buona norma prendere precauzioni preventive che possono facilitare le cose nell'insorgere di una emergenza. Lasciare sempre a casa un foglio dove risulti chiaramente scritto:

- la meta che si intende raggiungere,
- la via di salita,
- la località di partenza,
- il luogo dove si prevede di parcheggiare la macchina, la sua marca,
colore e numero di targa,
- il nome dei partecipanti alla gita ed il loro numero telefonico,
- l'ora prevista per il rientro a casa.

In caso di mancato rientro per l'ora fissata e di mancata comunicazione di ritardo i familiari devono immediatamente allertare il 118. In questa evenienza risultano determinanti le informazioni lasciate.
Altra buona norma è quella di indossare indumenti (giacca a vento, maglione, camicia) con colori vistosi (rosso, arancione, giallo) per facilitare la propria identificazione. Quando con la pratica assidua della montagna, quando col trascorrere degli anni non succede niente, si finisce per trascurare le norme del soccorso in montagna. È vero che chi pratica l'escursionismo con la dovuta competenza non si mette mai nelle condizioni di dover ricorrere al Soccorso Alpino. Però è altrettanto vero che un incidente, sia pure occasionale, può sempre succedere. Essere preventivamente preparati a questa evenienza facilita moltissimo ogni operazione di intervento.

Facciamo un esempio:
due amici vanno a fare un'escursione. Uno dei due si fa male procurandosi una distorsione ad un ginocchio ed è nella impossibilità di camminare. Cosa deve fare l'altro compagno di gita ? A questa domanda tutti rispondono scendere immediatamente a chiamare soccorso. Errore gravissimo: non bisogna mai abbandonare l'infortunato in montagna. Il compagno sano, o è in grado di chiamare soccorso col cellulare, oppure deve fermarsi a fare compagnia e assistere l'infortunato, aspettando che il Soccorso Alpino venga allertato da casa. In questo caso è utilissimo il foglio lasciato ai famigliari, le informazioni in esso contenute, come già detto, risultano determinanti. Il soccorso con elicottero è molto sollecito. Ci sono casi di infortunati che sono stati portati in ospedale dopo soli 10-15 minuti dalla chiamata
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